Reebok: I Am What I Am


Questa settimana parliamo della britannica azienda Reebok introducendo prima la JW Foster and Sons, perché nel 1893 un famoso atleta di nome Joseph Foster modificò le sue scarpe da corsa personalizzandole con l’applicazione di chiodi sulla suola per poter meglio aderire al suolo. Questa sua idea fu molto apprezzata dai suoi colleghi atleti che sostenerono Joseph nell’apertura di una ditta che commercializzasse le suo scarpe personalizzate. La società ebbe un moderato successo per quei tempi e fornì anche scarpe da ginnastica agli atleti delle Olimpiadi del 1924. I nipoti che ereditarono la società decisero di creare una consociata, la Mercury Sports, per poi unificare le due grandi imprese in una unica: la Reebok International Limited. Fondata nel 1958 da Joe e Jeff Foster diventerà presto una compagnia industriale per la produzione di articoli, calzature e accessori sportivi. Il nome è ispirato al termine africano “rhebok” che significa gazzella.

logo

Agli inizi degli anni 80, Paul Fireman acquistò i diritti esclusivi per vedere le calzature Reebok in America al costo di 60 dollari al paio, e dato il successo che ebbe Paul apri un’azienda Reebok negli USA. E’ l’anno in cui la Reebok ha introdotto la felpa con il cappuccio dotata di tasche sulla pancia: una vera e propria innovazione per quei tempi. Grazie a questa si permetteva agli atleti di correre all’aperto anche in condizioni meteorologiche sfavorevoli. Inoltre nello stesso anno grazie a Gin Miller, preparatrice atletica della Reebok, la Reebok crea lo step: piccola piattaforma che permette di allenarsi in qualsiasi luogo. Immisero sul mercato questo nuovo strumento fornendo un programma guida per gli esercizi da effettuare con esso.

step

Di fronte alla concorrenza agguerrita da aziende come la Nike, Reebok sceglie di sviluppare dei mercati di nicchia invece che competere direttamente e dopo un iniziale periodo di crisi nel 1982 la società registrò un’impennata con l’introduzione delle Reebok Freestyle woman, ovvero una scarpa studiata e disegnata appositamente per le donne che praticano aerobica. Il successo di questo modello non era dato soltanto dall’uso atletico ma dal fatto che divenne un’icona nel mondo della moda casual, confortevole ma allo stesso tempo elegante, ne immisero sul mercato numerosi modelli in diverse colorazioni. Questo paio di scarpe fu commercializzato con lo slogan: “Life is not a spectator sport” e la campagna pubblicitaria incoraggiava le donne a diventare partecipanti attive nel mondo dello sport. Nel 2007 questa calzatura ha festeggiato il suo 25° anniversario e il successo che essa ha avuto nel corso degli anni non è da dimenticare.

freestyle

L’azienda sviluppò e propose delle tecnologiche calzature dotate di una “pompa” integrata nella lingua della scarpa in modo tale da permettere alla calzatura da aderire ai piedi. Tale modello è memorabile per lo slogan “Pump It Up”.

Nel 1992, anno delle Olimpiadi di Barcellona ci fu un episodio curioso: lo sponsor della nazionale USA era la Reebok e Michael Jordan con gli altri componenti della Dream Team dovevano salire sul podio per essere premiati ma essi si rifiutarono in quanto la stella dell’NBA aveva di recente stipulato un accordo con la rivale Nike, dopo diverse discussioni il campione dei Chicago al momento del ritiro della medaglia ricoprì il logo Reebok con la bandiera degli Stati Uniti.

All’interno dell’azienda si crearono delle spaccature tra chi sosteneva di dover migliorare la qualità del prodotto e chi invece ci teneva a non compromettere i valori morali e culturali che stavano alla base di questa società; si ritrovarono a dover ridurre il personale.

Nel 1997 introdusse le Dmx, calzature progettate per aumentare il flusso dell’aria all’interno della scarpa e l’applicazione di un cuscino per stabilizzare il piede adatte per i giocatori di basket; grazie al successo che ebbero queste nuove scarpe nel 1998 l’azienda riuscì a sormontare la crisi assumendo Angel Martinez e Carl Yankowski per creare la Reebok Unlimited.

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Nel 2000 Reebok e la National Football League annunciano la costituzione di una partnership esclusiva: per 10 anni la Reebok produrrà e commercializzerà abbigliamento e accessori per tutte le squadre della NFL. Questa licenza consentirà all’azienda di creare una vera e propria linea di abbigliamento, calzature e accessori dedicati a questo sport. L’anno dopo riceve un’altra proposta di partnership esclusiva per la realizzazione di calzature e abbigliamento per l’NBA, la Women’s Basketball Association (WNBA) e la National Basketball Development League (NBDL).

Nel 2002 stringe un accordo con la Indy Racing League (IRL) per diventare il loro fornitore ufficiale. Grazie a questa occasione il marchio Reebok comparirà anche come sponsor su diverse moto da corsa. Nello stesso anno immettono sul mercato le Reebok Rbk, collezione di scarpe ispirata alla moda di strada e sono dedicate a giovani per via del loro stile street e liveschool.

Parte anche la campagna “Sound & Rhythm of Sport” per la promozione di una collezione che rappresenta la fusione tra musica e sport. Lanciano il prodotto, dalla televisione alla stampa, per la commercializzazione dei prodotti di questa linea, con la partecipazione di numerosi cantanti rap come il rapper Jay Z e 50 Cent e la sua linea di abbigliamento G Unit. Grazie ai sostenitori di questo progetto Reebok avvierà un progetto esclusivo dedicato all’hip hop: “RBK line” che comprende la produzione di un canale televisivo.

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Reebok si dedicherà anche all’organizzazione e alla sponsorizzazione degli “Euro Camp”: 3 giorni di intenso lavoro sulle tecniche fondamentali del basket. All’ultima edizione hanno partecipato: la guardia croata Roko Leni Ukic, i greci Vasiliadis e Vasiliopoulos, i russi Shiryaev e Keyru, il lituano Jankunas e l’italiano Danilo Gallinari.

Il “Big Man Camp” (scuola dei Lunghi d’Europa) invece è una palestra dove i migliori giocatori europei possono confrontarsi con le stelle dell’NBA nel ruolo del lungo, potendo affinare la loro tecnica individuale. In queste manifestazioni sono presenti anche degli allenatori, come: Mike Dunleavy dei Los Angeles Clippers, Kiki Vandeweghe general menager dei Denver Nuggets e Jack Sikma assistant dei Seattle Supersonic.

05Nel 2006 il colosso tedesco dell’abbigliamento sportivo Adidas concorda con la Reebok per un’acquisizione del marchio. Nel 2008 ottiene la sponsorizzazione da parte della modella inglese Agyness Dean, di Bimba Bose modella spagnola, della Dj Nikki Beatnik e della cantante francese Yelle per la nuova campagna pubblicitaria “The Reebok freestyle World Tour Collection”. Questa collezione prevede 6 modelli di scarpe ispirate e dedicate ad alcune fra le più belle città del mondo: Tokyo, New York, Madrid, Parigi, Londra e New Dehli.

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Recente conquista: grazie all’ingegnere della Nasa, Bill Mclnns, è in arrivo la scarpa computerizzata che indica la distanza percorsa, le calorie bruciate, il tempo di esercizio e, più in là, i battiti cardiaci. Si chiama Smart Train. L’innovazione si trova nella linguetta della calzatura. In essa è contenuto un microchip, chiamato accelerometro, che misura la forza esercitata sul piede da ogni passo. Usando uno speciale algoritmo il processore trasforma tale forza nella velocità a cui si sta procedendo, nella distanza percorsa e nelle calorie bruciate. Il progetto ha avuto un lungo e duro sviluppo ed è cominciato sei anni fa. Questa scarpa, FS-1, è stata testata da Michael Johnson durante i Trials olimpici americani. Una scarpa, quella della Reebok e della Fit Sense, che aiuterà certamente non solo i professionisti, ma, e soprattutto, i dilettanti ad allenarsi e ad avere un’idea precisa dello sforzo che si sta compiendo.

Il famoso negozio francese Colette e Reebok nel 2009 creano un’edizione limitata delle sneakers Reebok Pump. Interamente color grigio con delle rifiniture blu è stata pensata per il 20° anniversario di Colette, sarà disponibile in soli 30 esemplari.

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Sono numerose le edizioni limitate ed esclusive che questa brand ha creato nel corso degli anni, ricordiamo: la collaborazione con la Hasbro, società che produce giochi da tavolo come il Monopoli a dato luce ad una sneaker davvero imperdibile! Ha dedicato una linea di snakers al famoso film fantasy degli anni 80 che vedeva come protagonisti dei piccoli e dolci animaletti, stiamo parlando dei Gremlis. Ha dedicato un paio di calzature al compositore Rolland Berry, un altro a Jean-Michel Basquiat meglio conosciuto come SAMO© che è stato uno dei più importanti esponenti del graffitismo americano, riuscendo a portare, insieme a Keith Haring, questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte.

Reebok è stata protagonista recentemente anche in Italia. Infatti, la società inglese assieme all’Olimpia di Milano ha portato in Italia Allen Iverson per una serie di incontri promozionali per il nuovo modello di scarpe a lui dedicate, le Answer XIII.

Iverson assieme a Reebok è stato protagonista degli spot dello slogan del marchio: I am what I am. A questa serie di spot hanno partecipato eroi contemporanei a livello mondiale tra cui icone musicali, sportive e del cinema: Curt Schilling, Christina Ricci, Donovan McNabb, John Leguizamo, Lucy Liu, Allen Iverson, Kelly Holmes, Carolina Klüft, Jay-Z, Yao Ming, Nicole Vaidisova, 50 Cent, Stevie Williams, Iker Casillas e molti altri.

Per la stagione invernale 2010 Reebok ha pensato ad una collezione molto varia che prevede sneakers dal collo alto declinate in color oro, nero con la suola multicolor. Saranno disponibili in diverse colorazioni ma l’obbiettivo principale del’azienda è stato quello di produrre delle calzature che risultassero comode e pratiche oltre che glamour.

~ di aminta87 su 25 ottobre 2009.

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