J.O. [Mentispesse]: intervista


From The Court questa settimana ha avuto la possibilità di porre qualche domanda a J.O., membro delle Mentispesse. Assieme a J parleremo del percorso artistico delle Mentispesse, delle promesse del rap sardo, di sport, viaggi, sneakers e fotografia.

Buona lettura a tutti.

Le Mentispesse nascono nel 1998 dalla ceneri di un altro gruppo: Z.u.f.. J, raccontaci come è nato l’incontro tra te, Ibo e Tao?

Tao e io ci conosciamo da una vita, abbiamo fatto un programma in radio assieme per anni, sul rap e le derivazioni varie. Prima che ci cacciassero dalla radio perche’ il programma per i tempi era troppo liberal (haha), lui ha cominciato a registrare con Ibo e Psycho e si sono chiamati Z.U.F.

Ti parlo del 94, 95 piu’ o meno, il periodo d’oro del rap italiano. Da quella esperienza e’ nato un cd che si chiama “VS” e il cd solista di Ibo che si intitola “Automatico”. entrambi i cd hanno avuto abbastanza successo essendo comunque dei prodotti underground, nei forum all’epoca se ne parlava e avevano venduto. In quel periodo eravamo tutti ultra felici dei risultati ottenuti.

Sono passati undici anni da quando le Mentispesse si sono formate. Cosa è cambiato e come sei cambiato nel corso di questi anni?

Tutto e’ cambiato moltissimo, quando abbiamo cominciato a registrare tutto era molto amatoriale, non conoscevamo nessuno, ma avevamo un sacco di idee e moltissima passione. Dal primo cd Z.U.F. a “Bang Bang” c’e’ un abisso, come suono, come produzioni, come rap, come featurings.

Il primo cd non aveva featurings, in bang bang abbiamo collaborato con le persone che rispettavamo di piu’ nella scena italiana. Siamo passati da un panorama undeground totale ad avere interviste in tv e nelle riviste. Grazie a Dj Mesta in “ready to reload” abbiamo avuto hosts di rapper americani che in italia non aveva nessuno nel periodo. Ti parlo di gente come freestyle degli arsonists, di pitbull, insomma di gente grossa.

Credo che anche se meno pubblicizzati di altri siamo stati precursori di tanti trend, eravamo parte di Dipset Europe quando in Italia nessuno sapeva nemmeno cosa fosse la dipset. Abbiamo utilizzato i campioni e i suoni della dancehall prima che tutti lo facessero a oltranza, nel nostro piccolo abbiamo fatto tanto venendo comunque da una realta’ piccola e senza etichette dietro.

Quanto è stato importante lavorare con Dj Mesta? E come è nata questa collaborazione?

Avevamo mandato un pezzo a Dj Mesta per un suo mixtape sui gruppi italiani senza un contratto. Era un pezzo tolto fuori dal cd di Ibo, ti parlo veramente di un sacco di tempo fa’. A lui era piaciuto un sacco il pezzo e ci ha contattati, ci siamo sentiti spesso e lui era appena rientrato da Londra dove aveva fatto il dj per anni. Ho sempre apprezzato il fatto che Mesta ha un’occhio un po’ piu’ internazionale rispetto ai classici djs italiani. Un giorno mi ha scritto una email in cui diceva che aveva “sognato” un mixtape fatto con noi…haha…non potevamo che apparirgli in sogno. Noi ci siamo presi benissimo e abbiamo cominciato a registrare un sacco di roba. Dopo un po’ gli abbiamo mandato tutto il materiale, lui ha tagliato come preferiva, aggiunto una marea di hosts internazionali e ha creato una mina di mixtape

Dico senza pudore che per quel periodo era il miglior mixtape italiano in circolazione, con una distrubuzione internazionale e con pezzi che valevano, non la solita roba messa in piedi in una settimana.

Per quanto riguarda il valore di lavorare con Mesta, lui ci ha aiutato a renderci conto che potevamo aprirci di piu’ verso altri mercati senza per forza mettere in discussione lo street rap a cui eravamo abituati. Ci ha aperto gli occhi e ci ha guidati, ho un bellissimo ricordo di Mesta!

L’ultimo lavoro delle Mentispesse è “bang bang” del 2007. Quali sono i vostri progetti futuri?

Io dopo “bang bang” ho viaggiato un sacco per motivi di lavoro quindi non siamo riusciti a registrare molto. Ora come ora stiamo preparando a distanza quelle che saranno le basi per i prossimi progetti. Non so ancora cosa sara’, se sara’ un cd, un ep, un mixtape…non ho idea ancora. Ma sicuramente uscira’ qualcosa…abbiamo un sacco di gente che ce lo chiede.

Hai mai pensato di realizzare un disco solista?

Si, un sacco di volte…haha! Ho anche fatto una session di foto per la copertina una volta, ho registrato un po’ di pezzi ma poi ho sempre messo tutto da parte per Mentispesse. Diciamo che mi sono sempre trovato meglio a fare parte di un collettivo che a rappresentare me da solo. Sono piu’ bravo a fare pubblicita’ per altri che non per me. Magari in futuro ci sara’ un disco solista di J.O. haha, per il momento mi accontenterei ne uscisse un altro mentispesse.

Ho sempre pensato che la scena hip hop sarda fosse un pò chiusa e lontana dal resto della scena italiana. Come se la distanza si sentisse, è una sensazione sbagliata?

Dipende da un sacco di cose. Se penso a noi non credo che la scena sarda sia chiusa, conosco personalmente molta gente che rappa in italia e abbiamo sempre collaborato con tutti quelli che ci piacevano senza pensare a che parte d’italia appartenessero. La musica e’ arte, non deve avere confini, tanto meno territoriali.

Per questo motivo ci siamo sempre trovati a scontrarci con i classici haters che ci accusano di volere essere “americani” e di pensare a fare il rap con i rapper di fuori piuttosto che con i sardi. La realta’ e’ che personalmente faccio rap con chi mi piace e con chi ho una vibe giusta, senza pensare molto alla provenienza geografica.

In questo periodo stanno uscendo molti lavori targati Cagliari. Parlo di Uzi Junker, Mistacabo, Kique, Sonni e molti altri. Com’è il rapporto che hai con loro? Ci saranno collaborazioni future?

Uzi Junker lo abbiamo portato fuori noi quando aveva 16 anni, ha partecipato a “ready to reload”. Era su un cd distribuito in tutta italia quando la media dei suoi compagni di scuola collezionavano figurine (haha)..devo dire che non avevamo sbagliato e ora a distanza di un paio di anni sta tirando fuori le mine.

Mistacabo ha collaborato con Ibo e Mentispesse in piu’ di una occasione, lui fa parte di Parabellum che e’ una realta’ interessante e stanno facendo uscire un sacco di roba figa.

Kique lo conosco da anni ed e’ un tecnico del suono pauroso oltre che un talkboxer come pochi….parlo di talk box e mixers veri, non softwares finti per emularli…the real deal.

Sonni ha preso parte a bang bang e dopo ha fatto uscire un paio di mixtape e un cd assieme a Ibo sotto il nome gemelli bilancia. Anche lui nuova promessa del rap sardo, molto bravo e talentuoso.

Io ho collaborato al mixtape di Uzi (the luca brasi mixtape), ho collaborato al cd nuovo dei Parabellum che deve ancora uscire. Collaborero’ con tutti loro prima o poi perche’ sono la nuova scuola a cui spero di passare il testimone…gente che fa’ rime fighe con un buon flow e beats che vanno la pena di essere ascoltati, alla fine il rap e’ questo.

Quando scrivi cosa ti da l’ispirazione? E i tuoi studi in filosofia in che modo contribuiscono al tuo processo creativo?

Mi ispiro a un sacco di cose in generale: dalle letture, ai film, a cio’ che mi succede attorno. La filosofia mi ha aiutato a sviluppare una visione a 360 gradi di quello che mi sta attorno, di quello che e’ giusto e sbagliato che a seconda dei punti di vista puo’ essere la stessa cosa. Non mi ispiro direttamente alla filosofia ma mi ha aiutato, anche da un punto di vista strettamente lessicale, puoi scrivere le rime piu’ ignoranti ma devi scriverle in italiano corretto, haha!

In questo momento ti trovi in America per lavoro. Da quanto sei lì e cosa ci puoi dire degli Stati Uniti e della abitudini degli americani? Come ti trovi?

Sono in America da un anno oramai, sono arrivato con lo scoppio della crisi e quindi vivo un attimo il lato oscuro dell’american way of life. Gli stati uniti se ascolti rap sono il posto che devi visitare o dove devi stare per un po’. A differenza dell’italia dove tutti si preoccupano di fare rap ma di non sembrare americani (che gia’ di partenza e’ un controsenso assurdo), qua sei a contatto ogni giorno con tutto quello che vedi nei film e dei video. Oltre al rap chiaramente c’e’ la musica in generale: soul, blues, rock, gospel…una marea di influenze diverse, una marea di commistioni differenti.

Vivendo qua ti rendi conto che essendo il rap una musica di dominio generale e non di nicchia come in italia e’ ascoltata da tutti e quindi sdoganata al 100%. Mi trovo molto bene, mai avuto problemi negli stati uniti, sono sempre stati la mia seconda patria, hai presente quando viaggi e trovi un posto dove dici “qua ci potrei vivere”? Ecco io ho sempre avuto questa sensazione venendo qua, ora ho la possibilita’ di passarci un periodo e mi sto divertendo.

In “Ready to Realod” dici: “la vita sta nel viaggio non nella destinazione”. Che cosa ti sta dando quest’esperienza?

Mi sta dando l’opportunita’ di mettermi in gioco come sconosciuto totale. In un anno ho dovuto cambiare completamente nazione, lingua, cibo, abitudini. Gli stati uniti non sono facili, non importa nulla a nessuno di chi sei e se hai bisogno di una mano, e’ una terra dalle mille possibilita’ ma anche molto inospitale se la prendi nel verso sbagliato. Cerco di assimilare il piu’ possibile senza fare il classico italiano all’estero che bestemmia perche’ “l’espresso” non e’ buono come quello di casa. Credo di essere un emigrante modello in questo senso, molto ben mimetizzato nel tessuto urbano americano.

Dal punto di vista della musica e delle ispirazioni mi sta dando moltissimo perche’ questo e’ il posto dove e’ nato tutto quello che ascolto, che mi e’ sempre piaciuto e che mi gratifica….una bella esperienza insomma!

Sul tuo MySpace inoltre, possiamo seguire i tuoi viaggi, attraverso le tue foto. Raccontaci dove sei stato, cosa hai visto e qualche aneddoto particolare.

Ho sempre avuto una passione per le foto, chiaramente essendo in giro e non avendo la possibilita’ materiale di canalizzare la mia creativita’ nelle rime o nella musica la fotografia ha preso il sopravvento su tutto il resto. Sono stato in giro, in California in Giugno, e qua a Chicago nei quartieri peggiori. Ho una attrazione di fondo per il degrado e quindi molte delle foto sono scattate in posti non esageratamente “residenziali” haha, ma vale la pena di rischiare e andare a vederli. Aneddoti particolari? uhmmm, nei quartieri ispanici non ho mai problemi perche’ gli abitanti pensano che io sia messicano o portoricano per i miei tratti somatici, il melting pot sardo funziona sempre nelle situazioni peggiori!

Com’è il tuo rapporto con la moda? Ma sopratutto con le sneakers? Se non sbaglio sei un collezionista!

La moda e’ sempre stata una componente importante per me, per le mie rime e per la mia vita’. Preferisco essere circondato di cose belle alla fine, non mi pare sia strano.

Colleziono sneakers da sempre, ho lavorato come commesso e buyer per dei negozi di hi end street wear a Cagliari, abbiamo portato per primi in italia marchi come the hundreds, rebel 8, mishka, importandoli direttamente dagli stati uniti quando non li conosceva nessuno. Per le scarpe sono in guerra con Rido di Sanobusiness per la palma della scarpa piu’ figa ma vince sempre lui perche’ ha le connections migliori…haha!

Il mio rapporto con la moda in genere e’ molto particolare, non seguo dei canoni precisi, direi che nella mia mente il concetto di stile varia da ralph lauren allo skateboarding degli anni 80 passando per il giappone…sono abbastanza “epilettico” riguardo ai gusti. haha.

Le AIR FORCE ONE viola perà meritano, eh! Il tuo modello preferito qual’ è?

Haha, le Air Forces viola sono un modello ID fatto solo per me, uno di uno, grazie a un amico carissimo di cui non mi va’ di fare il nome, ma lui sa’ che lo rigraziero’ per sempre! Il mio modello preferito di Nike e’ la air force one e la dunk, tutte e due scarpe da basket. Mi piacciono molto anche le Vans ma sono piu’ legate a un discorso skatebearding che mi appassiona fin quando sono piccolo.

Tornado al discorso moda, cosa ti piace indossare? Qual’è il tuo brand preferito?

Ce ne sono un sacco. Supreme, Fuct, Freshjive e Stussy per quanto riguarda gli stati uniti. Neighborhood, Visvim, Bounty Hunter per quanto riguarda il Giappone, In italia insomma, mi piace Vanguard ma per il resto un po’ poco ancora. Menzione particolare per le maglie T&C surf degli anni 80 che non sono piu’ in produzione ma che colleziono avidamente…

Tu invece che rapporto hai con lo sport? Pratichi e/o segui qualcosa di particolare?

Sempre fatto skate da quando avevo 12 anni, poi ho un po’ smesso per l’eta’ avanzata (purtroppo sono vecchio) surf da onda anche. Sono un grande fan di basket ma purtroppo non ho seguito la stagione quest’anno che e’ una vergogna abitando qua. Ho imparato ad apprezzare l’hockey su ghiaccio che e’ uno sport estremamente popolare qua, non ha i miliardi come gli altri sport e quindi ha ancora un sacco di giocatori che lo fanno per la passione e non per i soldi.

Come vivono gli americani lo sport? Sono più tranquilli o sono come noi italiani per il calcio?

Gli americani sono il popolo piu’ tranquillo rispetto agli sports che abbia mai visto, dovremmo imparare da loro. Negli stadi non esistono le divisioni di tifosi, ognuno si siede dove vuole e tifa chi vuole, se una squadra perde pazienza. Diciamo che hanno altri argomenti e interessi su cui sprecare tempo e energie che non pestarsi all’uscita di uno stadio, in questo senso l’Italia mi manca davvero pochissimo.

Oltre alla musica che progetti hai?

Come hai detto tu prima la fotografia e’ un altro progetto, non mi dispiacerebbe portarla avanti a un livello per cui posso esprimermi e avere la possibilita’ di fare apprezzare le mie cose anche ad altri. Alla fine qualunque artista ha la necessita’ di creare le cose ma e’ sempre bello quando vedi che piacciono anche ad altre persone o per lo meno hai la possibilita’ di renderle fruibili a tutti.

Oltre all’hip hop, sei un grande estimatore del soul, ma anche di molti altri generi. Consiglia a me e ai nostri lettori un disco o un artista che vale la pena ascoltare?

Soul: Marie “Queenie” lyons – Soul Fever e uno a caso dei volumi di Dave Godin’s deep soul treasures Blues: in questo periodo sto ascoltando un sacco di roba delta blues tipo Leadbelly o Son House. Folk e Rocks: Il primo che mi viene in mente e’ Rocky Votolato, ma anche qualsiasi cosa dei Sonic Youth, davvero ce ne sarebbero troppi rock…non posso farcela, haha! Rap:direi che l’ultima cosa veramente figa che ho sentito e’ stato il disco nuovo di Kid Cudi, fatto bene, bei beats e belle rime!

Infine, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto di 10 anni fa’ era di incidere dei cd e vederli nei negozi e direi che l’ho realizzato. Poi volevo passare un periodo negli Stati Uniti e ho realizzato anche quello. Ora come ora vorrei vedere realizzato un altro capitolo Mentispesse che venisse capito dalla gente  e non etichettato immediatamente, vediamo se si avvera!

Ringraziamo J.O. per la disponibilità e vi ricordiamo che J lo potete trovare su MySpace a questo indirizzo: http://www.myspace.com/jaytothaocdc.

Inoltre se vi piacciano le sue foto questo è il link per vedere il profilo di JO e le sue foto su Flirk: http://www.flickr.com/photos/a_mad_tea_party/

~ di dannygpl su 30 settembre 2009.

11 Risposte to “J.O. [Mentispesse]: intervista”

  1. Anche io spero esca presto!! Ma dove è finito Sonni??

  2. Spero esca presto un nuovo album MENTISPESSE!!!

  3. tanto le what the dunk le ho io ….. ah ah ah

  4. Grande J !!! Stupisci anche quando non rimi:-)

  5. troppo tempo ci siamo persi! Sono fiero di essere tuo cugino
    bellissima intervista!!!!!!!!
    Andrea Pinna

  6. Bella bro… e per le lenti dammi retta!

  7. big up!!!

  8. J sei il migliore…complimenti :)..mentispesse for life

  9. Bellissima intervista, coplimenti!!! JO sei un grande, cazzo!

  10. Grande!!

  11. ottimo ;)

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