Hip Hop Basketball – Part IV


Quello che segue è l’ultimo articolo della serie Hip Hop Basketball,

Just wakin up in the mornin gotta thank God
I don’t know but today seems kinda odd”


Ice Cube è nel suo quartiere, South Central L.A. Un giorno qualsiasi, come tanti. “Appena svegliato, di mattina, devo ringraziare Dio – non lo so, ma oggi sembra strano” . Forse non è un giorno qualsiasi, nel ghetto nero nel cuore della città californiana.

“Had to stop, at a red light – Lookin in my mirror and not a jacker in sight”“Saw the police and they rolled right past me”“No helicopter looking for a murder”

No, non è una giornata qualsiasi. E’ come vivere un sogno. Nel ghetto non si vedono ladri di macchine, la polizia non ferma nessuno, gli elicotteri non volano in alto perché non c’è stato nessun omicidio. Ma non può dirsi ancora un bel giorno.

“Picked up a girl been tryin to fuck since the 12th grade
It’s ironic, I had the brew she had the chronic
The Lakers beat the Supersonics”


“I got a beep from Kim, and she can fuck all night
Called up the homies and I’m askin y’all
Which park, are y’all playin basketball?
Get me on the court and I’m trouble
Last week fucked around and got a triple double
Freakin niggaz everyway like M.J.
I can’t believe, today was a good day”


Una ragazza desiderata da tempo finalmente portata a letto. Poi “ho chiamato gli homies (così si chiamano tra loro i giovani neri, ndr) e ho chiesto a tutti – quale campo ?, andiamo a giocare a basket ?”. Una tripla doppia, a segno in tutti i modi come MJ. 

“Non ci posso credere, oggi è stato un bel giorno”.

Sì, è questa la giornata ideale di Ice Cube e di tanti altri giovani afro-americani. Questa bellissima traccia del 1992 è un sogno che ci preannuncia la realtà.




Michael Jordan è stato il più grande di tutti, questa è una delle poche certezze della vita e non si discute. Ma anche sull’altro fronte il dibattito non è previsto. 2pac ha in mano lo scettro come Michael il pallone per l’ultimo decisivo tiro di una partita. 

A dire la verità le tracce di basket nelle canzoni di 2pac non sono moltissime. Per lui ilballer è piuttosto colui che gioca tutti i giorni, che gioca con la vita, per strada. Il baller è chi vive la thug life, che non è come stupidamente si traduce la vita da delinquenti.

Thug life, di cui 2pac si è fatto ideatore e appassionato portavoce fino alla sua tragica fine, è un modo di vivere, è essere fedeli a se stesso e alle proprie passioni, ai propri amici e al mio quartiere, è avere ambizione di essere il migliore senza compromessi. Timore sempre, paura mai.

“All my homies slangin llello all day long, but they wrong
So I’m solo and so broke
Savin up for some Jordan’s, cause they dope”
1

2pac è stato il primo artista hip hop che mi ha attratto, all’inizio semplicemente per il nome, poi per la sua musica e in fondo per la sua carismatica figura. Ricordo che in gita di secondo liceo, a Roma, comprai un suo poster, che brilla ancora oggi nella mia cameretta. Nel Foro, nei pressi dell’Arco di Tito, feci una bella figura con un turista americano perché gli dissi, spiegando quello che stavo facendo tra le rovine dell’impero,“I get around”.

Sempre al liceo, mi presi una volta un pomeriggio senza fare i compiti (praticamente come sempre) guardando il suo Poetic Justice, che per me significa molto, al di là del film. E’ stato uno dei 7 momenti musicali della mia adolescenza, semplicemente un mito. Al pari di Michael.

“Now I know what Michael meant by leave me alone”, dice in A day in the life, uno dei suoi pezzi riscoperti dagli archivi. Michael si ritirò per il troppo stress mentale, conseguente anche alla morte del padre, 2pac è stato oggetto per tutta la sua carriera degli attacchi della critica perbenista e conformista e peggio, di quelli dei suoi sanguinosi e invidiosi nemici.

Con lui basket fa drammaticamente rima con casket, la bara. Uno dei suoi migliori amici fu Mike Tyson, non era Jay Z per nessun Lebron. Un suo incontro a Las Vegas è l’ultima gara che ha visto. Poi è stato ucciso in un drive-by nella notte. “I ain’t got no kids, I’m only twenty-fo’ ” 2, dice The Game parlando per lui. Resterà per sempre The Greatest, come Michael di cui voleva le scarpe. Dibattito mai iniziato.

Secondo posto nella mia personale classifica all-time. Bed-Stuy, Brooklyn, il set di Do The Right ThingEverybody hates Chris, la casa natale di Biggie Smalls. Il chiattone era un grande, anzi, il più grande della East Coast.

“I’m slamming niggaz like Shaquille” 3

Il dominio è simile, la rotondità del corpo quasi. Hanno anche duettato insieme in Still Can’t Stop The Reign, anche se Biggie, morto nel 1997, non ha potuto vedere lo Shaq migliore, il devastante numero 34 in giallo viola d’inizio Terzo Millennio. Il suo feud con ‘Pac è una pagina dolorosa, la loro musica resterà per sempre nei nostri cuori. Grazie ad entrambi. L’emozione continua.

“Real sick, brawl nights, I perform like Mike
Anyone — Tyson, Jordan, Jackson”
4

Ehi, anch’io mi chiamo Michael. E anche io voglio essere il migliore. Di Tyson e Jordan abbiamo già parlato. Di Jackson meglio non parlare. Nella sua discografia scoviamo anche una traccia dedicata a celebrare il gioco. 

“Rebounding, Outstanding, no one surrounding
I’m screwing and doing like I was Ewing
The only one soaring and scoring is Jordan (Ah heh ah heh)”
5

Il riferimento alla famosa slam dunk non è casuale. Il newyorchese deve averla sentita sulla propria pelle. Con Biggie se ne va l’ultimo cantore di una generazione che ha portato l’hip hop al livello supremo per qualità artistica e popolarità.

Il trono di King of New York è vuoto. Chi si siederà ? I pretendenti sono tanti, ma i più accreditati sono due. NasJay Z. Bella gara. Probabilmente ha vinto Jay Z ma io gli preferisco il ragazzo di Queensbridge. Più story-teller Jigga, più profondo il secondo.

Nas è l’intellettuale con la pistola in mano, gansgta vero, ma attento al sociale, alla profonda varietà dei suoi testi che non parlano solo di belle negrette da scopare ma anche, come con la bellissima I can, della storia del popolo nero e di speranze per i giovani.

“And Bush won’t apologize
I got gangsta hoes Kobe Bryant scared to sodomize”
6

L’attenzione si sposta anche sui temi politici. Oggi c’è Obama, a cui Nas ha dedicato, primo tra i rapper, Black President, in cui compare un inciso di un po’ di tempo fa di 2pac. “Although it seems heaven-sent, we ain’t ready, to have a black president”. ‘Pac si sbagliava, ma oggi le sue parole non sono semplicemente anacronistiche, stanno a testimoniare una volta di più una speranza che pareva nemmeno immaginabile.

Poi c’è Kobe. Già, il suo presunto stupro ai danni di una biondina nel Colorado ha fatto parlare molto. Io penso che lui sia contento di farsi chiamare nigga, di apparire nei tesi rap. Probabilmente non lo vuole nemmeno, però è una rivincita su chi ancora oggi non lo considera un vero uomo nero.

“Athletes of today in the NBA, make me proud
But there’s somethin’ they don’t say
Keep gettin’ accused for abusin’ White pussay
From OJ to Kobe, uh let’s call him Tobe
First he played his life cool just like Michael
Now he rock ice too just like I do
Yo, you can’t do better than that?
The hotel clerk who adjusts the bathroom mat?
Now you lose sponsorships that you thought had your back
Yeah, you beat the rap jiggaboo, fake nigga you
You turn around then you shit on Shaq”
7

Parole pesanti. Kobe si è spesso sentito chiamare fake nigga dai suoi brothers. Posso solo immaginare che faccia male. E’ forse da questo che ha origine la sua forza d’animo, che in campo è voglia di vincere, competizione fino all’estremo. Nas è stato duro ma in fondo è giusto così. E’ un discorso che va ben oltre il basket. Di certo i professionisti NBA che guadagnano milioni di dollari l’anno possono sforzarsi un po’ di più per dare un esempio più positivo ai giovani. 

Kobe fake nigga che cerca con il rap (e con avventure con biondine pronte a succhiare tutto, dollaroni compresi) di farsi una reputazione da duro è uno dei motivi per cui tanto è odiato. In parallelo alla presunzione di sentirsi più forte o almeno sullo stesso livello di Michael, o forse perché non gioca per la squadra e si prende troppi tiri.

“Uh, what I live for? Basketball, beats and broads
From Italy to the US, yes, it’s raw”
8

In uno dei suoi goffi pezzi rap, a fianco della splendida Tyra Banks che in realtà ha battezzato le carni di uno suoi più agguerriti rivali playoff, Chris Webber, ci tiene a ricordarci che vive per il basket, grazie a nome di tutti, per i beat, per esteso la musica rap e per le ragazze. Poi ancora, per facilitare il giudizio spesso affrettato sul Kobe uomo : “dall’Italia agli USA, si, è dura” (ma anche amazing, volendo).

Un giocatore speciale, un ragazzo ancora più particolare. E’ inutile Shane, che gli metti la mano sulla faccia. E’ inutile Ron, che lo provochi cercando la rissa. E’ questo che lo carica. Game over.

“Can’t forget about Jordan’s retirement
The shot Robert Horry to win the game in the finals kid
Some things are forever, some things are not”
9

Nas romantico, Nas memoria storica, Nas che parla di problemi sociali. 

“You could be aborting the next Michael Jordan” 10

Se mi stesse così tanto a cuore l’aborto è una frase che scriverei sui muri, dappertutto. Ma la frase più significativa ci riporta indietro nella memory lane (come dice spesso Federico Buffa citando proprio Nas), a quando il nostro oggi milionario rapper era semplicemente un ragazzino nei palazzi squallidi e violenti dei projects di Queensbridge, a New York.

“I used to stare, five stories down, basketball courts, shot up playgrounds
and I witnessed the murders and police shake-downs”
11

Il quadro crudo di quello che gira intorno al campo da basket di un quartiere afro-americano di una grande città. Tanti giocatori NBA hanno questo background. Onore a loro per essere riusciti a non cadere nella trappola.

Più a sud di Queensbridge, due anni dopo Illmatic (1994), Jay Z esplode conReasonable DoubtBrooklyn finest, erede diretto di Biggie, ambizione sfrenata. Era come tutti uno dei tanti ragazzini che si divertiva con un microfono in mano, oggi gli cadono milioni di dollari dalle tasche e si fa vedere in giro con Beyoncè, “the hottest chick in the game” 12.

Per dimostrare il suo dominio nel business non gli restava che un paragone, forse forzato, ma che in pochi hanno avuto il coraggio di controbattere. Michael è appena tornato dal suo primo ritiro, la scena dell’hip hop dopo la morte di Pac e Biggie è pronta per incoronare il suo nuovo re.

“It’s not even close, just leave it alone
I’m Michael Jordan, I play for the team I own”
13

Michael vinceva anno dopo anno come se non si fosse mai ritirato, Jigga se la vedeva con i tanti rapper pronti a rubargli lo scettro. La risposta non si fa attendere.

“I’m the Mike Jordan of the mic recordin’
Hovi, baby you Kobe
maybe Tracy McGrady
Matter fact you Harold Miner
JR Rider, washed up on marijuana
Even worse you a Pervis Ellison
You worthless fella
You aint no athlete, you Shawn Bradley”
14

Questo crescendo rossiniano al contrario mi ha fatto morire dal ridere. Si va dall’alto verso il basso. L’avversario che prova a competere con lui è prima Kobe, quindi anche lui è d’accordo con me nell’indicare la guardia dei Lakers la cosa che più si sia avvicinata a Michael, poi Tmac, in effetti, anche se di poco, un passo più in giù.

Ma il meglio deve ancora arrivare. “Sei Harold Miner”, dice a un certo punto. Ma ve lo ricordate ? Da quando fu chiamato Baby Jordan fu la fine. Cioè da subito praticamente. Grande dunker, vinse due volte il Contest dell’All Star Game ma effettivamente stava a Jordan come la scalata della Cima Coppi sta a Bisteccone Galeazzi.

JR Rider invece era un giocatore vero, ma troppo gangsta per i gusti dei perbenisti dirigenti NBA, poi “peggio, sei Pervis Ellison”. Ala- centro di grandi promesse, passerà alla storia per essere stato incoronato Most improved player (1992) ma soprattutto per il suo knickname, ”Never Nervous”.

Da piccolo ho sempre pensato che il suo soprannome non avesse “Never” davanti, così lo immaginavo sempre nervoso, una testa calda ingestibile alla Ron Artest o Rasheed Wallace. Invece capii più tardi che era proprio il contrario. Grande talento, ma non aveva le palle, un mollaccione deriso da compagni e avversari.

All’infimo livello c’è stato sempre lui, per una intera generazione. Shawn Bradley, gigante mormone, bianco come il latte per bambini, oggetto di culto per memorabili mancanze di rispetto. Il passatempo preferito dei giovani neri d’America degli anni ’90 fino al principio del Terzo Millennio è stato schiacciare sulla sua testa. E poi prenderlo per i fondelli, simpaticamente. Se mettete insieme tutte le schiacciate che il mormone si è dovuto sorbire esce un filmato bello lungo, risate escluse.

“I ball for real, y’all niggaz is Sam Bowie
And with the third pick – I made the earth sick
M.J., hem Jay, fade away perfect”
15

Anche Jigga è stato spesso sottovalutato. In fondo nessuno è Lebron, star già prima di calcare le scene. Già, Lebron. Facciamo un salto di qualche anno in avanti. Le sfide al Rucker Park, dove Jay ha la propria squadra, si infiammano, poi arriva questo fenomeno dall’Ohio. Dal suo debutto in NBA Lebron è lo Jay Z del basket e viceversa.

“My young’n is LeBron” 16

Ogni volta che Lebron arriva in città Jay è a bordo-campo con Beyoncè al suo fianco. Poster bellissimo della NBA moderna. Sopra di loro il vuoto. Jay è anche proprietario di una quota dei New Jersey Nets. Il suo sogno è portare baracca e burattini a Brooklyn.

“So in a couple years baby I’m a bring you some Nets” 17

Progetto ora in alto mare ma dal fascino indiscutibile. Sono ancora indeciso in realtà se preferisco che i Knicks rimangano l’unica squadra di New York oppure se vale la pena vedere i Nets a Brooklyn, borough di grande storia di sport (si ricordino i Dodgers di baseball). Sarebbe bello, vediamo cosa succederà nei prossimi anni. Qualsiasi cosa faccia Jigga sono contento. 

“I’m the question and the answer like Iverson” 18

Mi fido di te. La successione a Biggie, tanto per ricordarci di come Jay sia arrivato oggi a sedersi in prima fila accanto a Bee, non fu del tutto esangue. Con Nas il feud fu molto pesante, del resto entrambi erano degni contendenti di quel trono.

“Me and the boy AI got more in common
Than just ballin’ and rhymin’
Get it? More in Carmen”
19

Carmen Bryan è l’ex ragazza di Nas, e Jigga in questa diss song dichiara che sia lui che The Answer se la sono spupazzata facendo crescere le corna all’altro. Tant’è, Allen Iverso, aka Jewels, è stato il più grande baller con un microfono in mano. Rime di una vita dura, violenta, razzista e omofobica che non piacquero molto a David Stern, ai tempi. 

“For the year 2G the rap game change for one name
Jewelz aim to slain anything on this plane”
20

Per lo meno però AI ha parlato sinceramente di ciò cha vissuto, cosa che gli altri improvvisati rapper, da Kobe a Shaq, fino a Chris Webber, non hanno saputo fare. K-Mart invece lascia fare tutto alla compagna, quella che gli ha lasciato l’impronta delle sue labbra sul collo. 

“Dribble these titties on your lips
While you’re doing that put your hand around my hips
Bounce me like a ball slam me like K-ma”
21

Poche parole che descrivono parecchio il personaggio. Come quelle dei Public Enemy,old school. Era il 1988, i temi politici entrano nei testi rap.

“Simple and plain give me the lane
I’ll throw it down your throat like Barkley”
22

Charles era una potenza, all’epoca con i Sixers. Era un nero che non aveva paura, ti parlava in faccia senza mezzi termini, straight to the hoop. Per me i Public Enemy sono la colonna sonora di Do the right thing. Nella famosa sigla del film avvertono i bianchi che stavano incitando a combattere il loro potere. Fight the power. Poi c’è He got game, con un Ray Allen nel quale io in questo momento mi identifico un po’. Quale strada prendere ?

“It might feel good
It might sound a little somethin
but damn the game if it don’t mean nuttin
What is game? Who is game?
Where’s the game in life behind the game behind the game
I got game, she’s got game
We got game, they got game, he got game
It might feel good
It might sound a little somethin
but fuck the game if it ain’t sayin nuttin”
23

One love y’all Yeah that’s right, He Got Game. PE 1998. Grazie Spike, resti sempre il mio regista preferito. Mentre i Public Enemy erano la crew più potente della East Coast sulle sponde del Pacifico scorazzavano le rime infuocate degli N.W.A. I loro testi sono piedi di vendetta contro i bianchi. Fuck the police. Una volta vidi un murales con questa scritta anche dietro casa mia, sicuramente inconsapevole di chi l’avesse creata. La forza del loro messaggio rimane a distanza d’anni. 

“Public Enemy and N.W.A is on my boombox, had to say “Today was a Good Day” had the hood buzzin Ice Cube my favorite rapper, y’all niggaz can’t tell me nothing” dice The Game in Game’s pain, un gioiello dall’ultimo album. Anche per lui la giornata ideale contempla una bella partita di basket al playground. Ma prima di finire con lui prendiamoci il tempo per farci un altro giretto intorno. Nella stessa hit : “Ask a Jay-Z fan ‘bout Big Daddy Kane Don’t know him, Game gonna show ‘em”.

“If you block the cash, we lockin’ ass
I’ma put it in your chest like a Stockton pass”
24

Pura old schoolBig Daddy Kane e i passaggi di John Stockton. Non sono nero ma è difficile mi possa affezionare ai giocatori bianchi. Ancora oggi John Stockton è l’unico poster di un baller bianco nella mia cameretta. Le Finals del 1998, le mie prime e più belle, devono tanto anche a lui.

“I got a color TV so I can see
the Knicks play basketball”
25

Ci sono i Knicks nel primo grande pezzo rap di successo, mentre Rakim, probabilmente il più grande MC puro della storia, ci dice che le sue “Lyrics’ll fall like Allen Iverson dribble the ball” 26 proprio mentre torna sulle scene come un altro grande old schooler,KRS One.

“Now look we comin back and runnin shit like fuckin Michael Jordan” 27

Per i Run DMC il massimo era vincere un biglietto per vedere giocare Doctor J (“Today you won a ticket to see Dr. J…Round his back, through the hoop, then you scream “Touchdown”28LL Cool J invece girava il Queens con i suoi pettorali.

“All the home boys sweat you so you’re crazy cool
Wear your gold in the summer with your biking shorts
While you watching all the brothers on the basketball court”
29

Dr. Dre, il leggendario producer della West Coast e partner di 2pac in California Love, si vanta di avere i posti per vedere i Lakers (“I own acres, floor seats watchin’ the Lakers”) 30, compreso Shaq dominare sotto canestro, mentre il centro nostro compare nel giardinetto di casa Puff Daddy in Bad Boy for life. Slam dunk e tanti saluti a Suge Knight e alle sue provocazioni.

Puffy non gli risponde, ha le idée ben chiare. “Success, thousand dollar bottles impress, models with fat ass and big barrets, floor seats, Knicks vs. Nets, private jets” 31. L’ho visto con i miei occhi in un enorme cartello pubblicitario a Times Square, guardando da Broadway all’altezza del Late Show with David Letterman. Che dire, ha avuto ragione lui. Il sogno di molti in poche parole.

Nelly si esaltava con le sue Air Force One e con lui Larry Hughes, Ludacris va per feste e festicciole (“Party like Britney, Lindsey and Paris together – Getting live, buying bottles that’s taller than Chris Webber”32 mentre Big L ci ricorda un grande del gioco, a suo modo.

“And every time I’m in a jam I always find a loophole,
I got a crime record longer than Manute Bol”
33

Pure 50 Cent certo non è un angioletto (“Every little nigga you see around me – Hold a gun big enough to fuckin hold Shaq down” 34), anche se a me personalmente pare un rapper assolutamente sopravvalutato e banale. Dal Queens facciamo un salto ad Harlem.

Dal cuore del mondo afro-americano arriva Cam’RonG in Paid in Full, co-star con Jay Z di un meraviglioso Welcome to New York City (“Home of Michael Jordan”). Il suo omaggio a JWill va oltre ogni barriera razziale (“I’m a baller that’ll murk you like Jason Williams”35Kanye West, giungendo alla stretta attualità, è una chimera nel chiassoso bling bling di oggi.

“I make black history every day, I don’t need a month
The survey says, by the streets according
Kanye’s just important as Michael Jordan
Was to the NBA when he was scorin’ “
36

Snoop (Hoop dreams), Lil Bow Wow (Basketball), Joe Budden (NBA) e Master P(Basketball) hanno dedicato al basket e alla NBA delle intere canzoni elegiache, pieni di riferimenti ai loro eroi. Ai nostri eroi. Eroina invece per Xzibit, in tutti i sensi.

“Magic Johnson need to run for mayor
Lil’ Kim sold me some pussy, but I aint pay her”
37

La sua è Lil’ Kim, pure un pò la mia a dire la verità. Fin quando Biggie era in vita lei era la sua puttanella personale dalle grandi tette, sempre disposta a soddisfare il suo omaccione. Si dice anche che abbia abortito un bambino, con lui concepito, e che Faith Evans, sua moglie, l’abbia trovata nuda nel suo letto con Biggie. Un casino. Fatto sta che in tutte le canzoni Lil’ Kim dichiara che è sempre pronta a fare sesso con lui, in qualsiasi momento. E non con queste parole. 

Torniamo alla musica. Oggi macina milioni e milioni di dollari ogni volta che accetta una parte per il grande schermo ma Will un tempo era un rapper di successo, amato per il suo stile giocondo. Parlo del Principe di Bel-Air, al secolo Will Smith, da West Philly.

“In west Philadelphia born and raised
On the playground is where I spent most of my days
Chillin’ out maxin’ relaxin’ all cool
And all shootin’ some b-ball outside of the school”
38

La ricerca della felicità comincia sempre dal playground fuori la scuola. Grazie Will, grazie ragazzi, aspetterò con pazienza il prossimo talento NBA dalle strade di West Philly. West Philadelphia HS o limitrofe, non vedo l’ora di poter dire di aver visto un campione NBA giocare fuori la scuola.

Passaggi di testimone sempre delicati, che sia da Michael a Kobe e poi a Lebron o che sia da ‘Pac, Biggie verso Jay e gli altri di oggi. Lil’ Wayne da New Orleans è l’ultimo arrivato, ma vuole subito mettere in chiaro le cose.

“And when it comes down to this recording
I must be LeBron James if he’s Jordan
No, I want rings for my performance
I’m more Kobe Bryant of an artist
Same coach, same game, been starting
Same triangle offense”
39

Situazione critica. Jay, come abbiamo timidamente accennato più su, si è sempre paragonato a Michael. Lil’ Wayne, generazione Youtube, prende a prestito l’ascesa al potere di Lebron e si paragona a lui. Poi corregge il tiro. “Stesso tipo di gioco, stesso coach”, il paragone più azzeccato, a maggior ragione del fatto che Kobe ha 3 anelli e Lebron (finora…) nessuno è proprio con la guardia dei Lakers. 

Diss song, polemiche all’interno del movimento. Dico quello che penso su questa staffetta. Voglio essere chiaro : 2pac sta a Michael come nella generazione d’oggi The Game sta a Kobe. Jay Z ormai è superato, è stato il Michael Jordan dell’hip hop fino a qualche anno fa, anche se continua ad esserlo sul piano dell’immagine. Su Lebron che dire, Kobe è l’essere umano che più si è avvicinato a Michael, bravo Lil’. LBJ è tutta un’altra cosa, a metà tra MJ e Magic ma soprattutto è ancora in divenire. 

Non ha lo stesso gioco di Michael ma può arrivargli vicino per come domina in campo. Aspettiamo però, godiamoci lo spettacolo senza forzare i tempi. Intanto avrete forse intuito. Sì, The Game è il mio rapper preferito dei nostri giorni.

“Got a million dollars say LeBron don’t win a ring (word?)
I know Kobe, I be on the floor, “Kobe!”
You know a nigga that can score 81? Show me”
40

Non vale però. The Game è di Compton, a pochi passi dalla giornata ideale di Ice Cube a South Central L.A. Poco obiettivo. Il suo orgoglio per L.A. e per gli N.W.A. lo trovate in ogni suo pezzo, nessuno escluso. E’ cresciuto tra isolati infuocati, “when Venus and Serena used to play tennis” 41, drammaticamente divisi tra Blood e Crips.

“I got a lot of dead homies, some Blood some Crip
This is life, stop watchin’ that “Boyz N The Hood” shit
You see this red rag hangin’ outta my jeans
I went to 20 funerals by the age of 19
Then I went to college, basketball was my dream
Quit the team, ‘cause I’d rather shoot rock with the fiends”
42

Alla Compton HS segnava 15 punti per gara con 6 rimbalzi e 4 assist di media. Il suo idolo era Eddie Jones, la porta chiusa a chiave per il Kobe rookie. Era così bravo che Washington State gli offrì una borsa di studio, ma nel suo anno da freshman ebbe problemi con la droga, che certo non nasconde nei suoi pezzi. Niente più college basket. Rispedito a casa, nel mezzo delle guerra fratricida tra Blood e Crips.

Lui, membro dei Cedar Block Pirus, affiliazione Blood, viveva in un’area dominata dai Crips. Un bel giorno gli spararono. Altro che il sogno della NBA, si salvò per miracolo. Scoprì la musica rap nel letto dell’ospedale. Studiò come uno scolaretto i classici, non solo gli N.W.A., gli eroi locali, ma anche 2pac, Biggie, Nas e tutti gli altri. Oggi fa milioni di dollari a ogni disco ma se c’è uno ancora legato alle sue origini quello è lui.

“Showed my ass at Summer Jam but New York was down wit’ it
Now the ball’s in my court never dribble out of bounds wit’ it
Behind the back to Nas he alley oop to Jigga nigga”
43

Tra Nas e Jay Z oggi c’è il suo Reds hat. Ma se parliamo di basket non c’è storia. The Game è il rapper più forte con la palla in mano e se dico che ha serie speranze NBA non vi scandalizzate. Non ci andrà mai, ma non perché gli manca il talento. 

“Got a Chris Paul mindstate, I’m never out of bound” 44

Protagonista dei mixtape della And1 come delle estati di basket ad Harlem (ha vinto il torneo con la sua Black Wall Street più di una volta), ha un rapporto con il basket molto intenso, che va oltre il campo. Baron Davis, uno dei prodotti più sopraffini di L.A. e suo compagno al liceo, è il padrino del suo primo figlio, chiamato Harlem forse non a caso.

“That LeBron first Nike contract money
That make it rain, all my niggaz throw a stack money
Stack it to the ceilin’ then call it Shaq money
Now I’m movin’ 24’s like I play at the Staples Center”


“The doc told me to be patient, but I want
money like Dwight Howard, next time he a free agent”
45

Mi sono innamorato del suo flow quando uscì il suo primo album, The Documentary. Pezzi come Westside StoryDreamsHate it or love it hanno segnato un periodo della mia vita. Poi via via tutti gli altri. Amo più NY che LA ma lo stimo perché difende la sua storia e i suoi colori, amo il basket e l’hip hop. C’è qualcuno meglio di The Game, sull’altro binario di The Answer, per farmi sentire al vertice di queste due passioni ?

“You niggaz is W-N-B-A, all pussy” 46

In fondo The Game si è fatto carne e ossa dei sogni di molti ragazzini afro-americani. Tra il basket e l’hip hop. L’importante è scegliere una strada, dedicarsene fino in fondo. E’ la strada che può portate loro fuori dal ghetto.

I Warriors ne fecero un sacco per arrivare su al Bronx ma le difficoltà furono al ritorno, per tornare a casa. 

Così mi pare facile andare lontano con questi nostri giovani sogni. 

L’importante è portare a casa l’anello di campioni del mondo.





1Better Dayz. “Tutti i miei homies fumano cocaina tutto il giorno, ma fanno male – io sono da solo e al verde – risparmio un po’ di soldi per le scarpe Nike Air Jordan, perché sono bellissime”
2Never say goodbye to my friends. “Non ho bambini, ho soltanto 24 anni”
3Gimme the loot. “Schiaccio in testo ai negri come Shaquille”
4Victory. “Veramente forte, notti di risse, faccio rap come Mike – chiunque – Tyson, Jordan, Jackson”
5Jam session. “Rimbalzi, eccezionale, nessuno mi circonda – faccio sesso e mi muovo come fossi Ewing – l’unico che vola su di lui e segna è Jordan”
6Living in pain. “E Bush non chiederà scusa – ho delle puttane che Kobe Bryant avrebbe paura a sodomizzare”
7These are our heroes. “Gli atleti di oggi nella NBA, mi rendono orgoglioso – ma c’è qualcosa, che non dicono – continuano ad essere accusati di stuprare le bianche – da OJ (OJ Simpsons, ex star NFL ndr) a Kobe, uh, chiamiamolo Tobe – prima ha fatto la bella vita come Michael – adesso fa il duro come lo sono io – yo, non puoi fare meglio di questo ? – il commesso dell’hotel che mette a posto il tappeto da bagno ? – adesso perdi i soldi degli sponsor che pensavi già avessi in tasca – yeah, fai il rap, jiggaboo (termine offensivo del Sud per indicare i neri con pelle più scura della media e tratti somatici molto pronunciati ndr), negro finto – giri intorno, poi getti merda su Shaq”
8K.O.B.E. featuring Tyra Banks
9Can’t forget about you. “Non posso dimenticare il ritiro di Jordan – il tiro della vittoria alle Finals di Robert Horry – alcune cose sono per sempre, altre no” 
10Big Girl. “Potresti abortire il prossimo Michael Jordan”. 
11Projects windows. “Restavo lì a fissare, cinque piani sotto, i campi da basket, a caccia dei playground – e sono stato testimone di omicidi, e dei blitz della polizia”
12Public Service Announcement. “La più ‘bona’ ragazza del business (del rap ndr)” 
13The best of both worlds. “Non ti avvicini nemmeno, lascia stare – sono Michael Jordan, gioco per la squadra di cui sono proprietario”
14Pump it up (Remix). “Sono il Michael Jordan dell’hip hop – tu sei Kobe – forse Tracy McGrady – ma di fatto sei Harold Miner – JR Rider, sciacquato con la marijuana – peggio, sei Pervis Ellison – non vali niente – non sei un atleta, sei Shawn Bradley” 
15Hola hovito. “Gioco sul serio, voi altri negri siete Sam Bowie – e con la terza scelta – ho fatto tremare la terra – M.J., hem Jay (gioco di parole col suo nome ndr), perfetto fade away” 
16Do u wanna ride. “Il mio giovane (negro ndr) è Lebron”. 
17Hello Brooklyn. “Quindi in un paio d’anni vi porterò I Nets” 
18A million and 1 questions (extended). “Sono la domanda e la risposta come Iverson” 
19Super Ugly. “Io e il ragazzo di nome AI (Allen Iverson ndr) abbiamo qualcosa più in comune – che giocare (ballin’ come per 2pac va oltre il basket ndr) e fare rime – hai capito ? Soprattutto Carmen” 
2040 bars. “Nell’anno 2000 il mondo del rap cambia per un nome – Jewels vuole uccidere tutti su questo volo” 
2121;Look back at me, by Trina. “Fai muovere queste tette sulle tue labbra – mentre fai questo metti la tua mano sul mio culo – sbattimi come un pallone da basket, schiacciami come K-Ma (in italiano perde molto…ndr) 
22Rebel without a pause. “Chiaro e semplice, concedimi la linea di fondo – ti azzanno alla gola come Barkley” 
23He got game. “Potrebbe sentirsi bene – potrebbe sembrare qualcosa di buono – ma sia maledetto il gioco se non significa niente – qual è il gioco ? chi è il gioco ? – dove c’è il gioco nella vita dietro al gioco dietro al gioco – io so giocare (sono forte nel gioco, espressione riferita a chi è bravo in qualcosa, soprattutto nel basket di strada ndr), lei sa giocare – noi sappiamo giocare, loro sanno giocare, lui sa giocare – potrebbe sentirsi bene – potrebbe sembrare qualcosa di buono – ma a fanculo il gioco se non significa niente” 
24Platinum plus. “Se mi blocchi il conto, ti faccio il culo – te lo sbatto in petto come un passaggio di John Stockton” 
25Rapper’s delight. “Ho una TV a colori – così posso vedere i Knicks” 
26How i get down. “I testi escono come Allen Iverson palleggia” 
27Represent the real hip hop. “Adesso guarda che torniamo e facciamo il nostro come Michael Jordan” 
28You be illin. “Oggi hai vinto un biglietto per vedere Doctor J – dietro la schiena, fino al canestro, poi tu gridi “Touchdown” 
29Around the way girl. “Tutti i ragazzi sudano e così tu, sei veramente figo – porti addosso l’oro d’estate con i tuoi pantaloncini corti – mentre guardi tutti i fratelli (che non sono della famiglia…ndr) sul campo da basket” 
30Big egos. “Ho i terreni, posti in prima fila per vedere i Lakers” 
31Jorney through life. “Successo, bottiglie da migliaia di dollari per impressionare, modelle col culo grande e tette enormi, posti in prima fila, Knicks vs. Nets, jet privati” 
32Everybody hates Chris. “Vado alle feste come Britney, Lindsay e Paris (sapete chi sono…ndr) – faccio baldoria, compro bottiglie che sono più alte di Chris Webber” 
33MVP. “E ogni volta che sono nel traffico trovo sempre una via di fuga – ho una fedina penale più lunga di Manute Bol” 
34Back down. “Ogni negretto che vedi attorno a me – ha in mano un’arma grande abbastanza per abbattere Shaq” 
35Ground zero. “Sono un giocatore e ti ucciderò come Jason Williams” 
36Brand new. “Faccio la storia ogni giorno (in relazione al Black History Month ndr), non ho bisogno di un mese – il sondaggio dice, in riferimento alle strade – Kanye è semplicemente importante come Michael Jordan – lo era per la NBA quando segnava” 
37Losin’ your mind. “Magic Johnson ha bisogno di candidarsi a sindaco – Lil’ Kim mi ha venduto la sua figa, ma non l’ho pagata”. 
38Fresh Prince Of Bel Air Theme Song. “Nato e cresciuto a West Philadelphia – al playground è dove ho passato la maggior parte dei miei giorni – stando tranquillo, rilassandomi – e tirando a canestro fuori la scuola” 
39Show me what you got. “E quando si parla di registrazioni (dell’hip hop per esteso ndr) – dovrei essere Lebron se lui (Jay Z ndr) è Jordan – no, voglio l’anello per le mie performance – sono più Kobe Bryant come artista – stesso coach, stesso tipo di gioco, stesso triangle offense da cui sono partito” 
40Bulletproof diaries. “Ho un milione di dollari che dicono che Lebron non vince un’anello – conosco Kobe, sono stato sul campo ‘Kobe’ – conosci un negro che ne può segnare 81 ? Fammelo conoscere” 
41California Sunshine. “Dove Venus e Serena (le sorelle Williams ndr) giocavano a tennis” 
42Olde English. “Ho molti amici che sono morti, alcuni Blood, altri Crips – questa è la vita, smettila di guardare Boyz n da hood (grande film su South Central del 1991 ndr) – vedi questa pezza rossa (il rosso è colore della gang dei Blood, di cui il rapper fa parte ndr) che fuoriesce dal mio jeans – a 19 anni ero già andato a 20 funerali – poi sono andato al college, il mio sogno era il basket – ma me ne sono andato dalla squadra, perché preferivo farmi di crack con i drogati” 
43Why you hate the game. “Ho mostrato il mio culo (tipica espressione americana…ndr) al Rucker Park ma New York non è stata all’altezza – adesso la palla è sul mio campo, non palleggio mai fuori dal campo – dietro la schiena per Nas e lui fa un alley oop per Jigga”. 
44My life. “Ho lo stato mentale di Chris Paul, non vado mai fuori (di testa, come dal campo…ndr) 
45Money. “Il primo contratto di Lebron con la Nike…sono soldi – che fa piovere, tutti i miei negri che lanciano montagne di soldi – mettili uno sopra l’altro fino al soffitto poi chiama Shaq – adesso gioco con il 24 allo Staples Center – il dottore mi ha detto di essere paziente – ma voglio i soldi come Dwight Howard, la prossima volta sarà un free agent” 
46Where I’m from. “Voi negri siete la WNBA, femminucce”

~ di dannygpl su 12 luglio 2009.

Una Risposta to “Hip Hop Basketball – Part IV”

  1. I have a high appreciation for the way you express ideas. It provokes thought, but more importantly it provokes feeling and
    I adore it.

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